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«L’Italia che guarda» è un Paese basato sul pettegolezzo

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di Aldo Grasso

Il documentario di Luca Barbareschi su Rai3 racconta il ruolo che il gossip svolge nella vita, nella società e nella politica

Le intenzioni del documentario L’Italia che guarda — soggetto di Luca Barbareschi, scritto e diretto da Giovanni Filippetto per Rai3 — erano quelle di raccontare il ruolo che il gossip ha svolto e continua a svolgere nella nostra vita di relazione, nei rapporti sociali e negli anfratti della politica. Si parte dalla storia d’amore tra Ingrid Bergman e il regista Roberto Rossellini, uno dei più grandi scandali degli anni Quaranta e Cinquanta, si passa per il delitto di Wilma Montesi, celebre caso di cronaca nera e giudiziaria rimasto irrisolto con risvolti politici, fino ad arrivare a Dagospia. 

Non so perché Barbareschi traduca sempre la parola «gossip» (da godsibb, cioè madrina, comare, vicina di casa) con «maldicenza»: una forte torsione semantica che le attribuisce una connotazione esclusivamente negativa e malevola. In Italia esiste la parola «pettegolezzo», che, secondo il linguista Giacomo Devoto, deriva dal veneto petégola, ovvero «piccolo peto». Nei salotti francesi di Madame du Deffand, il potin era invece una prova di smagliante intelligenza, in un’epoca in cui il ridicolo poteva ancora uccidere

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