di Redazione Economia
Secondo il fondo americano l’ipotesi del gruppo indiano Jindal provocherebbe uno shock occupazionale. Le recenti decisioni giudiziarie potrebbero portare entro fine agosto allo spegnimento definitivo degli altiforni a Taranto.
Il fondo Flacks rilancia la proposta di Flacksider, nuova società che dovrebbe avere la partecipazione dello Stato e due aziende del settore per assicurare l’immediata continuità delle attività produttive attraverso l’approvvigionamento dei semilavorati, avviare la bonifica integrale del sito di Taranto e realizzare un nuovo stabilimento da 4 milioni di tonnellate di acciaio green all’anno.
Flacks Group torna così a rivendicare il proprio interesse per gli asset dell’ex Ilva e presenta una nuova proposta industriale per il rilancio del polo siderurgico di Taranto, sostenendo che rappresenti un’alternativa concreta all’offerta dell’indiana Jindal.
In una nota, il gruppo evidenzia che le recenti decisioni giudiziarie potrebbero determinare «entro la fine di agosto lo spegnimento definitivo degli altoforni di Taranto» e propone un piano che punta a garantire continuità produttiva, bonifica ambientale e salvaguardia dei livelli
occupazionali.
Obiettivo 4 milioni di tonnellate di acciaio l’anno
Il progetto prevede la nascita di Flacksider, una società partecipata da Flacks Group, dallo Stato e da due aziende strategiche del settore. L’obiettivo, si legge




