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Mps stringe con il Banco Bpm, ma ora l’Agricole frena sul piano d’integrazione

di Daniela Polizzi e Andrea Rinaldi

La controproposta deve maturare nel giro un paio di settimane: i due cda devono infatti presentare il progetto ed entro quindici giorni convocare le assise straordinarie per votarlo. Il progetto con Crédit Agricole Italia

Sono giorni frenetici per gli advisor che seguono la risposta di Mps all’Opas di Intesa Sanpaolo: un’alternativa che vada nella direzione di una fusione con Banco Bpm. Resta una combinazione complessa, ma il ceo di Monte Paschi, Luigi Lovaglio, continua a considerarla l’unica vera opzione industriale. Il banchiere ha valutato anche altre strade aprendo colloqui esplorativi con gli altri protagonisti del risiko bancario, come Philippe Donnet, ad di Generali (di cui il Monte ha i 13,2% attraverso Mediobanca), e Andrea Orcel, ceo di Unicredit (anche lui socio del Leone con il 10% circa).

I tempi

La contromossa di Siena è condizionata dai tempi di Intesa Sanpaolo, che il 10 settembre terrà l’assemblea straordinaria per votare l’aumento di capitale al servizio dell’offerta. E dovrebbe quindi maturare nel giro un paio di settimane, prima della presentazione dei conti (Mps il 6 agosto, Bpm il 5): i due cda devono infatti presentare il progetto ed entro quindici giorni convocare le assise

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