
di Al. S.
I giudici di Strasburgo hanno equiparato la scelta di un’alimentazione etica e senza prodotti animali alla libertà di pensiero, coscienza e religione prevista dall’art. 9 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo
La Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha condannato la Svizzera per non aver assicurato una dieta vegana a due uomini in custodia alle autorità. Queste ultime, spiegano i giudici di Strasburgo, «non hanno preso sul serio le loro richieste». Si tratta di una sentenza storica, perché l’istanza dei due detenuti, essendo la scelta vegana legata a motivazioni etiche, è stata equiparata al diritto di esercizio della «libertà di pensiero, di coscienza e di religione» stabilito dall’articolo 9 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo.
La Corte era stata chiamata in causa nel 2020. Uno dei due ricorrenti era stato posto in custodia cautelare tra il novembre 2018 e l’ottobre 2019, accusato di danneggiamento di proprietà commesso nell’ambito del suo sostegno a un movimento animalista antispecista. Gli antispecisti si oppongono a qualsiasi gerarchia tra le specie, in particolare tra esseri umani e altri animali. L’altro protagonista della vicenda era invece stato ricoverato in un reparto psichiatrico tra il febbraio e l’aprile 2021.




