
Youssra, la nipote di Fakir, chiede «verità e giustizia» con forza e dolore, tra le lacrime
«Verità e giustizia». Youssra, la nipote di Abderrahim Fakir, le chiede con forza e dolore, tra le lacrime. Nel presidio convocato dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore, è lei a esprimere la voce della famiglia. «Si chiamava Abderrahim Fakir. Era mio zio. Non era un numero, non era una notizia, non era un caso di cronaca: era una persona amata e qualcuno ha deciso di portarcelo via. La nostra non è una richiesta di odio», ha concluso accolta dagli applausi e dai cori della piazza che scandivano «Giustizia, giustizia» e «Via lo scudo penale». «Noi siamo qui per chiedere verità, giustizia e dignità. Continueremo a batterci perché nessuno debba vivere quello che ha vissuto lui».
21 luglio 2026
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