
di Dafne Roat
I risultati dei test Invalsi collocano il Trentino sopra la media nazionale ma in alcuni ambiti le carenze sono evidenti. L’assessora all’istruzione: «Il calo sta diventando fisiologico: stiamo facendo una serie di attività per contrastarlo»
Il quadro delineato dal report di Invalsi non è edificante per la scuola trentina e non è neppure una novità. I dati sono in calo da qualche anno, lo sa bene anche l’assessora Francesca Gerosa che parla di un «trend globale». Ma sapere che i risultati disastrosi sono un mal comune non è comunque confortante, soprattutto per una provincia che è sempre stata in alto nella classifica e ambisce a fare la differenza anche nel mondo della scuola.
I dati mostrano una situazione preoccupante, 39 studenti su 100 non sono in grado comprendere un testo in italiano e 36 non sanno fare i conti. Forse al Trentino non può più bastare essere «sopra la media nazionale»?
«Dopo il Covid il trend è sempre stato in calo, ci si sta interrogando. Il Trentino, però, si mantiene comunque su un livello diverso rispetto alle altre regioni e questo grazie a una serie di attività e progettualità che vengono sviluppate a sostegno delle




