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Gruppo Volkswagen: bocciato il piano di tagli e chiusure (per ora)

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Non tira una bella aria nei corridoi di Wolfsburg, dove il ceo del Gruppo Volkswagen, Oliver Blume, si è trovato davanti a un ostacolo imprevisto: il consiglio di sorveglianza ha infatti bocciato, con un netto 12 a 7, il suo ambizioso piano di riorganizzazione. A sbarrare la strada al manager è stata la storica “Legge Volkswagen“, una norma che richiede una maggioranza qualificata dei due terzi per le decisioni più drastiche, concedendo di fatto un potere di veto ai sindacati e al Land della Bassa Sassonia.

Daniela Cavallo, presidente del consiglio di fabbrica in rappresentanza dei lavoratori, ha guidato l’opposizione interna insieme al ministro Olaf Lies, impedendo la chiusura di quattro impianti tedeschi e il taglio immediato di 100.000 posti di lavoro. Per tentare di ricucire lo strappo, il ceo incontrerà i dipendenti ad agosto: sarà a Wolfsburg il 25 e a Zwickau ed Emden il giorno successivo per rispondere a oltre 80 quesiti posti dai lavoratori, preoccupati per un futuro che appare quanto mai incerto.

SFORBICIATA ALLE SPESE

Con le mani legate sulle chiusure degli stabilimenti, Blume è stato costretto a ripiegare su misure che non richiedono il via libera del Consiglio (qui per saperne di

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