di Alessandra Nrdini
La Commissione europea presenta il Piano per l’elettrificazione e la revisione dell’Ets con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dal gas importato e rendere l’elettricità più conveniente. Al centro nuove regole su prezzi, reti e incentivi per accelerare la transizione di industria, trasporti ed edifici
Più che un piano per promuovere l’elettricità, un cambio di strategia energetica. La Commissione europea vuole fare in modo che usare elettricità costi meno che continuare a dipendere dal gas. È questo il cuore dell’Electrification Action Plan presentato oggi insieme alla revisione dell’Ets, il mercato europeo della CO2: un pacchetto che lega sicurezza energetica, competitività industriale e decarbonizzazione. Un’accelerata dovuta anche al contesto geopolitico. Dall’inizio della crisi in Medio Oriente, l’Ue ha speso oltre 50 miliardi di euro aggiuntivi per importare combustibili fossili. Una dimostrazione, secondo la Commissione, di quanto l’Europa resti vulnerabile finché oltre metà del suo fabbisogno energetico dipende ancora da petrolio e gas importati.
Il paradosso europeo
Sembra paradossale (e lo è), ma oltre il 70 per cento dell’elettricità europea è già prodotta da fonti a basse emissioni, tra rinnovabili e nucleare. Eppure solo il 23 per cento dei consumi finali di energia è elettrico, una quota ferma




