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Xi dirige la «sinfonia» dell’AI: la Cina sfida gli Usa e corteggia il Sud globale

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Pechino lancia una nuova organizzazione internazionale, offre formazione ai Paesi in via di sviluppo e si propone come alternativa «aperta» al modello americano.

La produzione poetica non sembra al momento uno dei punti forti dell’Intelligenza artificiale, capace di immagazzinare e replicare varie attività del genio umano, ma senza la componente fondamentale del sentimento e della passione. Una ricca vena lirica ha invece caratterizzato il discorso pronunciato ieri da Xi Jinping a Shanghai, di fronte alle nazioni riunite nella «Conferenza internazionale sull’AI». Il presidente cinese ha dichiarato che «lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale non dev’essere un assolo di un singolo Paese, ma una sinfonia di cooperazione internazionale». Xi da tempo è molto meno presenzialista rispetto ai suoi primi anni da leader supremo, il fatto che abbia deciso di salire sul podio a Shanghai dimostra quanto la Cina punti al primato in questo campo rivoluzionario per la scienza e l’economia mondiale. 
Il discorso è proseguito su toni elevati, come quando ha sfoderato uno degli innumerevoli modi di dire della cultura mandarina: «Da noi spesso diciamo che una singola corda non può fare musica, come un singolo albero non costituisce una foresta». A seguire l’invito ai Paesi del Sud Globale a unirsi (sottinteso: dietro una

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