di Alessandra Puato
Nel 140esimo compleanno l’azienda prevede di superare i 5 miliardi. «La magia del settore è ancora viva», dice l’azionista del gruppo e vicepresidente di Confindustria. Ma lancia l’allarme: «Non si faccia la fine dell’auto»
La «magia della farmaceutica c’è ancora», ma l’Europa rischia «di soffocare» per la burocrazia e la «poca lungimiranza» che allontana gli investitori». Lucia Aleotti è azionista e consigliere del gruppo farmaceutico toscano con il fratello Alberto, oltre che vicepresidente di Confindustria per il Centro studi. Denuncia un’«asfissia dell’Europa industriale», schiacciata da «un sistema regolatorio che non favorisce la competizione» con il resto del mondo, Cina in testa.
L’imprenditrice lancia l’allarme mentre il gruppo compie 140 anni e chiude un 2025 record, 4,887 miliardi di giro d’affari (+6,2% dal 2025), per l’81% dall’estero, e un margine operativo lordo «di 470 milioni», dice una nota. Perciò è stata inclusa nell’analisi di Kpmg del 17 giugno per L’Economia del Corriere della Sera sulle imprese italiane locomotiva, quelle che superano i quattro miliardi di fatturato. La previsione è di superare i cinque miliardi quest’anno, con un piano d’investimenti annuo di oltre mezzo miliardo.
Effetto Hormuz
«Siamo in una fase di grandi investimenti in ricerca —




