Da Marsiglia a Cassis ci sono meno di cento chilometri. Nel mezzo si passa da una cantina urbana nascosta in una vecchia officina a un villaggio dove si allevano ancora le capre del Rove, da una scultura monumentale che emerge dalla terra a scogliere che precipitano nel Mediterraneo. Il mare riappare continuamente lungo il percorso: nei porti, nei vigneti, nelle Calanques e perfino in alcuni mestieri che sembrano appartenere a un’altra epoca.
Marsiglia e Sainte-Victoire: il viaggio tra cantine urbane, vigneti e storia della Provenza
Il viaggio comincia a Marsiglia. Sul Vieux Port convivono pescherecci, traghetti e tavolini all’aperto, mentre poco più in alto il Panier conserva l’impianto dell’antica Massalia. Vicoli stretti, scalinate e piccoli atelier raccontano una città che negli ultimi anni ha saputo rinnovarsi senza perdere il proprio carattere. A pochi minuti dal porto si incontra una realtà insolita per una grande città mediterranea. L’Abri è il progetto creato da Franck Pasquier, ex informatico che ha scelto di dedicarsi alla viticoltura. Le uve arrivano dalle Alpilles, ma la vinificazione avviene in città, all’interno di una vecchia officina trasformata in cantina, ristorante ed enoteca. Una formula lontana dall’idea classica delle tenute immerse nei vigneti.




