di Alessandro Sala
Vive nel cuore dell’Europa continentale e affronta la canicola come può. Ha ancora senso ospitare animali selvatici in luoghi non idonei alla loro natura?
Questa è la foto di animali più triste dell’estate. Un orso polare in ammollo in un laghetto artificiale che si aggrappa ad un un blocco di ghiaccio confezionato appositamente per lui, in queste giornate di caldo estremo, dai custodi dello zoo francese in cui vive. Potremmo anche fermarci qui, l’immagine e il contesto dicono già tutto.
L’orso a bagno nella pozza che cerca di sconfiggere la canicola, come faremmo forse noi se presi dalla disperazione ci immergessimo in una piscinetta da giardino, è già di suo una scena triste e non avrebbe bisogno di grandi commenti. I giardini zoologici nel corso della storia sono stati anche luoghi di studio, di divulgazione, di conoscenza. Con alle spalle grandi istituzioni scientifiche. Come nel caso della Zoological society of London, che quest’anno festeggia i suoi 200 anni di attività. E ancora oggi in molti casi contribuiscono a conservare il patrimonio genetico di specie che in natura sono a rischio di estinzione. Non sempre è così. In altri casi nascono e prosperano solo come




