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Infinita Seleccion: qualità+grinta, così Scaloni e Messi hanno creato la “zona Argentina”

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L’Albiceleste è micidiale nella seconda parte di gara. Dai sedicesimi 13 gol su 19 sono arrivati dal secondo tempo in avanti, ben 12 dopo il 75′

16 luglio – 21:01 – NEW YORK (STATI UNITI)

L’Argentina è infinita. Le ha vinte tutte e sette ma sarebbe forse meglio dire: non ha mai perso finché l’arbitro non ha fischiato la fine, pur trovandosi spesso sull’orlo del baratro. In questi Mondiali, con i doverosi recuperi per “hydratation break” e perdite di tempo, la fine non arriva mai. La “zona Argentina” comincia attorno all’ultimo quarto d’ora, quando tutti aspettano il cartello con i minuti di recupero (una volta si diceva il fischio finale, ma i tempi sono cambiati). In questa dimensione temporale succede il finimondo. Lo score è: 13 gol su 19 dal secondo tempo in avanti e ben 12 dopo il 75’. E succede perché: 1) la Seleccion è in svantaggio oppure non riesce a chiudere il match e si è fatta raggiungere; 2) improvvisamente, da un atteggiamento di attesa e ripartenza, si scatena l’assalto collettivo, grazie anche all’inserimento di giocatori più offensivi. La domanda è legittima: è una strategia visionaria

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