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Ue, migranti e onor perduto: quella trattativa con i talebani

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Goffredo Buccini / CorriereTv

Nel suo tentativo sempre più deciso di liberarsi degli immigrati, di allontanarne quanti più possibile dai confini dell’Europa, l’Unione Europea ha varcato una linea rossa alquanto pericolosa. Stiamo parlando dei rapporti tra Unione Europea e talebani. Sì, avete sentito bene quel regime feroce, oscurantista, medievale, islamista che massacra le donne, che dal 2021 ha ripreso possesso dell’Afghanistan per effetto della fuga degli americani e di noi occidentali e che ora ha ristabilito il suo regno del terrore massacrando l’opposizione, facendo passare normative a favore del matrimonio delle bambine, delle spose bambine e quindi continuando a esercitare la più brutale, feroce pressione sulla popolazione che le è sottoposta.
E accade che l’Unione Europea ha in corso da mesi una trattativa con il regime per rispedire in Afghanistan i rifugiati afghani, gli immigrati afghani non graditi o che hanno commesso reati insomma che vanno allontanati dal dal perimetro dell’Unione europea. Questa trattativa, già in corso da ottobre dell’anno scorso, ha avuto un momento clamoroso a giugno a fine giugno quando addirittura una delegazione di talebani e arrivata sembra surreale è arrivata a Bruxelles accolta da funzionari della Commissione europea e rappresentanti di 15 Stati membri dell’Unione per discutere

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