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Garlasco, i guai di Cassese e i nuovi misteri su Chiara Poggi

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L’ex comandante dei Carabinieri è indagato per falsa testimonianza. Spunta anche una bici nera mai verbalizzata. Il caso torna a complicarsi

Non smette mai di riserbare sorprese, il delitto di Garlasco. L’ultima riguarda Gennaro Cassese, l’ex comandante dei carabinieri che per primo entrò nella villetta dei Poggi dopo l’omicidio e condusse i primissimi interrogatori, quello di Alberto Stasi e di Andrea Sempio. La novità è che ora Cassese è indagato per falsa testimonianza.

Al centro del provvedimento il verbale del 2008, relativo all’interrogatorio di Sempio, all’epoca amico del fratello della vittima. In quella circostanza, Sempio consegnò lo scontrino del parcheggio di Vigevano come alibi. Ma secondo l’accusa, quel verbale presenterebbe lacune significative. I «non ricordo» di Cassese su troppi dettagli avrebbero quindi convinto i pm a iscriverlo nel registro degli indagati.

Il malore di Sempio sparito dal verbale

Un episodio, in particolare, ha pesato sulla decisione della Procura. Durante quell’interrogatorio, infatti, Sempio accusò un malore, al punto da rischiare di svenire. E fu necessario chiamare il 118. Ne esistono persino i registri. Eppure, nel verbale ufficiale di quell’audizione non vi è alcuna traccia dell’accaduto. E anche su questo, Cassese ha affermato di non ricordare.

La difesa dell’ex comandante, a

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