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Il feeling con Erdogan (che lo accoglie tra jet e guerrieri ottomani)

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di Giuseppe Sarcina

Il leader turco punta a una serie di accordi con il tycoon

DAL NOSTRO INVIATO
ANKARA Il vertice dei leader comincia a cena, nel Palazzo presidenziale, a Bestepe, «le cinque colline» di Ankara. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha fatto preparare una costellazione di tavoli rotondi. Il perno è naturalmente quello in cui il padrone di casa siede con Donald Trump e il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Ma, smentendo le previsioni, gli altri sette posti sono assegnati ai capi di Stato e di governo bistrattati, anche ieri, dal numero uno della Casa Bianca. A sorpresa, ecco Giorgia Meloni, arrivata pochi minuti dopo Trump, sorridente e in completo nero. Poi il presidente francese Emmanuel Macron, accompagnato dalla moglie Brigitte, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, con la consorte Charlotte, il premier britannico dimissionario Keir Starmer. Il messaggio della cena è chiaro: il nucleo centrale della Nato è compatto. Ma vedremo oggi, quando le specialità gastronomiche dell’Anatolia, dai ravioli manti allo yogurt affumicato, scelte da Emine, la moglie di Erdogan, lasceranno spazio ai numeri delle spese militari.

Erdogan sembra aver pianificato tutto nei dettagli. Ha fatto svuotare l’enorme centro direzionale di Ankara, confinando le proteste

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