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La foca a caccia nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella

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Il Direttore dell’Area, Luciano Capone: «Le politiche di conservazione delle zone rosse funzionano e fanno crescere la biodiversità»

A caccia in piena «zona rossa» (a protezione integrale) nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. L’ultimo avvistamento della Foca monaca a Massa Lubrense, in penisola sorrentina, risale a domenica 5 luglio. L’animale è stato immortalato dai sub del Centro Subacqueo Torre del Greco, proprio al termine della loro escursione nei fondali nella zona A dell’Amp Punta Campanella, mentre cattura e mangia una preda in un’area ricca di biodiversità e nella quale è vietata la pesca e qualsiasi attività umana, tranne immersioni autorizzate e ricerca scientifica. «Le immagini dimostrano l’importanza di proteggere in modo integrale alcune zone», commenta Pierluigi Capone, direttore dell’Amp Punta Campanella. «Dopo quasi 30 anni di politiche di conservazione nell’Area Marina la biodiversità cresce, offrendo a specie come la foca monaca, ritornate dopo quasi un secolo di assenza, un sito ricco di prede dove poter cacciare senza il disturbo delle attività umane». Negli ultimi 14 mesi sono 24 gli avvistamenti di foca monaca nella Zona Speciale di Conservazione situata tra la penisola sorrentina, la costiera amalfitana e Capri. L’Area Marina Protetta di Punta Campanella insieme a Ispra sta monitorando la specie anche con

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