
di Francesco Rosano
L’annuncio del sindaco Lepore: nei prossimi mesi entreranno nuovi soggetti nella Fondazione per l’abitare. Le critiche della vicesindaca Clancy al Piano casa del governo: «Per il recupero delle case Erp investiamo 4 volte tanto»
È sullo sfitto che si combatte nel breve periodo la crisi abitativa sotto le Torri. Perché i «diecimila alloggi in dieci anni», promessi dal Piano per l’abitare lanciato nel 2023 dall’amministrazione, ci metteranno per l’appunto dieci anni (nella migliore delle ipotesi) a essere disponibili. E dunque nell’immediato è sul lavoro della Fondazione per l’abitare, nata per incrociare proprietari timorosi e inquilini bisognosi, che si gioca la partita per rimettere in circolo la maggior parte dei circa 15.000 appartamenti oggi lasciati vuoti.
«Nei primi 4 mesi di attività sono stati sottoscritti una trentina di contratti», ha spiegato venerdì a Palazzo d’Accursio il sindaco Matteo Lepore, annunciando che «a breve faremo entrare nuovi soggetti nel progetto, stiamo già ragionando con il mondo sanitario. Nel prossimo semestre metteremo in campo nuovi accordi».
Gli affitti per infermieri e personale sanitario
L’obiettivo sarebbe quello di coinvolgere il patrimonio immobiliare di realtà sanitarie, come la stessa Ausl o la Fondazione Policlinico Sant’Orsola, nel meccanismo di




