di Leonard Berberi
Un anno fa Bruxelles lo aveva presentato come il controllo alle frontiere «più moderno al mondo». Oggi quello stesso sistema sta causando il caos. Eppure uno studio del 2024 aveva già lanciato l’allarme
Nel 2024 gli esperti di To70 Aviation non hanno usato giri di parole con i funzionari della Commissione europea. Le simulazioni sul nuovo sistema doganale di ingresso-uscita per i viaggiatori extracomunitari, in progettazione da tempo, secondo loro non potevano funzionare così. E senza interventi significativi, nei periodi di punta negli aeroporti Ue le code avrebbero superato le quattro ore. A Bruxelles non hanno di certo perso il sonno e un anno dopo hanno presentato ufficialmente «il sistema più moderno al mondo» per il controllo delle frontiere. Un sistema mai davvero testato nel complesso.
I disagi
Oggi, in avvio di una stagione turistica complicata dalle tensioni geopolitiche, quello stesso sistema sta trasformando l’ingresso nell’Unione europea in un’odissea per milioni di viaggiatori stranieri, con code fino a sei ore, aerei che decollano senza decine di passeggeri rimasti bloccati ai controlli, compagnie sul piede di guerra e società di gestione aeroportuale sempre più nervose. «Lo avevamo denunciato due anni fa, ora lo stiamo vivendo in




