
di Stefano Montefiori
Il figlio dell’oligarca Komarov rapito e fatto a pezzi. I call center facevano promesse di guadagni facili a persone fragili: bottino da 100 milioni
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI – La truffa dei call center non ha portato bene a qualcuno dei suoi protagonisti. Dal 2019 al 2022 le «boiler room» organizzate da molti truffatori ucraini, tra i quali gli Ermolaev e i Komarov tutti originari di Dnipro, hanno incassato oltre 100 milioni di euro raggirando migliaia di cittadini — spesso pensionati — nello spazio ex sovietico (Ucraina, Russia, Bielorussia, Moldova, Kazakistan) ma anche in Europa (Repubblica ceca, Polonia, Paesi Baltici). Se Ermolaev è stato ferito con una bomba a Montecarlo, nel febbraio scorso Igor Komarov è stato rapito, torturato e fatto a pezzi a Bali.
Nelle «boiler room», stanze sovraffollate e sotto pressione come caldaie, centinaia di operatori telefonici dal 2019 al 2022 hanno offerto grandi e imperdibili affari da cogliere al volo: criptovalute, investimenti sicuri e molto redditizi, persino consulenze per divorziare a prezzi stracciati.
Il figlio maggiore di Vadim Ermolaev, Artur, è stato arrestato a Cipro il 4 dicembre 2025 ed estradato in Estonia, giudicato colpevole di aver creato e diretto un’organizzazione criminale dedita




