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Faso di Elio e le Storie Tese: «Il nostro tour con la scaletta scelta dai fan, all’inizio il mio soprannome era Pranzo»

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di Rosanna Scardi

Questa sera (3 luglio) il concerto al Lazzaretto di Bergamo. Il bassista: «In trent’anni l’Italia non è cambiata, è solo più tecnologica»

Un menù musicale in cui ognuno sceglie cosa gustare. Si apparecchia a Lazzaretto Estate, stasera (3 luglio), il tour à la carte di Elio e le Storie Tese. La scaletta di ogni concerto è scelta dal pubblico che vota la propria selezione di brani sul sito della band, attraverso ormai cinque decenni di carriera. In questo modo, gli spettatori sono sia fruitori sia creatori del live stesso. Abbiamo chiesto a Faso, alias il bassista Nicola Fasani, di raccontarci il live.

Faso, perché questa scelta?

«Abbiamo talmente tanti brani in repertorio che non servono grandi prove. E poi la tv è invasa dagli chef e io stesso sono figlio di un ristoratore. Papà aveva un passato nell’editoria dei fumetti e decise di aprire un locale in via Sarpi, a Milano. Hugo Pratt gli disegnò il bigliettino da visita. Poi si spostò in corso Garibaldi: nell’85 quando sono entrato nel gruppo, provavamo nella sua sconfinata cantina».

Il pubblico bergamasco in particolare cos’ha scelto dal menù?

«Emerge la voglia di ascoltare i classici

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