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Matilde Gioli: «Mio padre morì mentre giravo il primo film con Virzì: ero anestetizzata dal dolore. Ho rischiato la paralisi con un incidente»

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di Valerio Cappelli

L’attrice è madrina di Italian Global Series: «Il termine non è maschilista, il cinema sì»

Matilde Gioli ha raggiunto la grande popolarità con «Doc-Nelle tue mani». È lei la madrina di Italian Global Series, al via a Rimini e Riccione. «Io non trovo il termine madrina offensivo, come ha detto qualcuno. L’hanno fatto fior di attrici». Milanese, 36 anni, dice di aver «conquistato la serenità». È tosta, ha vissuto il dolore mentre suo papà Stefano si ammalava gravemente, girando il suo debutto, «Il capitale umano» di Virzì. Ma non conosce le nevrosi di tante sue colleghe.

Come si descrive?
«Sono alla mano, sui set mi adatto ai pasti e al camerino freddo o caldo, che sono le cose su cui i colleghi fanno più storie».

Cosa ricorda di quel primo set?

«Ero completamente anestetizzata, non pensavo che papà sarebbe morto di lì a poco. Rimuovevo il pensiero e mi concentravo su quello che dovevo fare. È stato Paolo Virzì a cambiarmi il cognome, da Lojacono a Gioli che è quello di mia madre da nubile, livornese come lui. Forse, nell’inconscio, il mio sì era anche un modo di richiedere della privacy rispetto al rapporto di amore che

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