
A decidere il sedicesimo tra Portogallo e Croazia è stata la tecnologia “connected ball”, creata dalla Fifa insieme ad Adidas. Un sensore nella sfera di gioco che lavora a una frequenza nettamente superiore a quella delle immagini tv, aiuto fondamentale per l’arbitro Eskas
Nella partita finora più folle di questo Mondiale anche la tecnologia è diventata protagonista. Al 104’ di Portogallo-Croazia, con Modric e compagni in campo a festeggiare il gol del 2-2 di Gvardiol che valeva i supplementari, l’arbitro norvegese Eskas si è diretto al Var e sulle tv di tutti gli appassionati è comparsa una piccola onda, in concomitanza con il tocco di testa di Matanovic, con il pallone poi finito a Pasalic e, dopo una carambola, in gol. E proprio quella piccola onda è stata decisiva.
l’aiuto della tecnologia—
Tra gol, traverse e pure un recupero record, Portogallo-Croazia è stata sì decisa al Var, con l’annullamento del 2-2 croato per fuorigioco di Pasalic, ma con un aiuto particolare: un piccolo chip inserito nel pallone che, da qualche anno ormai, consente agli arbitri di individuare il momento esatto del tocco della palla da parte dei giocatori. Anche in casi di tocchi impercettibili, guardando e riguardando il replay,




