
Le organizzazioni sindacali temono, invece, che il fermo aggiuntivo – l’ennesimo dopo i giorni di inattività stabiliti dopo il ponte del 2 giugno e dal 24 al 26 giugno, in concomitanza con la festa di San Giovanni, patrono di Torino – sia legato a una domanda di mercato inferiore alle attese per il cinquino ibrido.
A tal proposito, la Fim-Cisl ricorda la recente decisione di Stellantis di ridurre il ritmo produttivo della linea di assemblaggio da 430 a 400 vetture al giorno.
Inoltre, poche settimane fa il responsabile delle attività europee, Emanuele Cappellano, non ha confermato l’obiettivo annuale dei 100 mila esemplari per entrambe le versioni della 500: Mirafiori produce ancora la variante elettrica. “Dipende dalla dinamica di mercato. Non so dire se raggiungeremo l’obiettivo”, ha affermato il dirigente proprio sulla possibilità di arrivare al target.
Del resto, come rivelato dallo stesso Cappellano, nei primi tre mesi dell’anno Mirafiori ha sfornato circa 15 mila esemplari della 500, il che rafforza i timori dei sindacati su una chiusura d’anno lontana dai volumi promessi.




