
Ma per le minoranze ci sono anche altri dossier critici: dalla rinuncia alla riqualificazione di via Kennedy, allo stallo sui semafori di San Giacomo, passando per il caos rifiuti, alla scarsa sicurezza nei cortili scolastici
A Laives esplode la protesta delle forze di minoranza: nel mirino la gestione delle opere pubbliche, dal ciclodromo alla nuova piazza Municipio, fino ai servizi essenziali della quarta città dell’Alto Adige. «A Laives si inaugura prima e si pensa dopo. Questa è una giunta immobile, guidata dalla logica della propaganda e incapace di trasformare le promesse in fatti». È un attacco frontale, durissimo e compatto quello lanciato ieri dalle forze di opposizione del consiglio comunale, riunite nella zona sportiva Vallarsa per denunciare quello che definiscono il «simbolo del fallimento amministrativo» della città.
Il ciclodromo
I consiglieri di minoranza (Giuliani, Endrizzi, Raveane, Sbironi, Furlani, Comunello, Nicoletti, Franceschi, Gagliardini, Balbinot, Mazzio e Princigalli) hanno messo in fila una serie di nodi irrisolti. Il caso più eclatante è il ciclodromo: inaugurato in pompa magna il 20 settembre 2025, è tuttora sbarrato. «È inaccettabile che un impianto pubblico, presentato come il fiore all’occhiello della città, resti fermo mentre scorrono le stagioni. Non è un semplice ritardo, è il segno evidente




