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I bambini ucraini rapiti, la guerra in cameretta: «Sono migliaia i letti vuoti»

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di Monica Ricci Sargentini

Inaugurato all’Europa Experience – David Sassoli a Roma il progetto di Bird of Light Ukraine. La stanza di Artem, costruita dalle testimonianze dei bambini deportati, costringe il visitatore a entrare nella loro assenza.

ROMA  Potrebbe essere la cameretta di qualsiasi ragazzino. I calzini spaiati sul pavimento. Lo skateboard in un angolo. I libri di scuola, lo zaino, le fotografie degli stadi alle pareti. I vestiti buttati su una sedia, come se il proprietario fosse appena uscito per andare a giocare e dovesse rientrare da un momento all’altro.

Poi ci accorgiamo della radio che trasmette le notizie concitate dei primi giorni dell’invasione russa dell’Ucraina, gli appelli all’evacuazione, la voce di Volodymyr Zelensky. C’è anche un ronzio basso si insinua sotto pelle. Infine le esplosioni. Solo allora ci si accorge che quella non è una cameretta qualsiasi. È la stanza di Artem, il bambino che la abitava è stato rapito.

Artem, in realtà, non esiste. È un personaggio composito, costruito a partire dalle testimonianze di bambini ucraini deportati nei territori occupati o in Russia dopo l’invasione del 2022. La sua stanza è il cuore di Empty Beds, il progetto dell’organizzazione Bird of Light Ukraine,

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