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Il caldo mette a rischio la salute di 1,5 milioni di lavoratori: l’allarme di Cgil e Greenpeace

di Valentina Iorio

Le province e le città metropolitane con il maggior numero di lavoratori a rischio sono Roma (427 mila lavoratori, 25% del totale), Milano (347 mila, 14%) e Napoli (133 mila, 19%)

Temperature superficiali che superano i 60°C nei cantieri  e superiori agli 80°C sull’asfalto di fronte alle stazioni. Sono le misurazioni che emergono da un monitoraggio, realizzato da Greenpeace e Cgil, per capire le condizioni a cui sono esposti i lavoratori che operano nei cantieri o all’aperto, come i rider, in questi giorni di caldo torrido. «Le misurazioni hanno registrato valori particolarmente elevati: nella zona della Stazione di Roma Termini, luogo molto frequentato dai rider, abbiamo riscontrato picchi superiori agli 80° C di temperatura superficiale», evidenzia Greenpeace in una nota. «In due cantieri, uno dei pressi di Piazza Bologna e l’altro dell’Università La Sapienza, i lavoratori i lavoratori operavano nelle ore centrali della giornata, e in entrambi i casi le temperature superficiali erano molto elevate, con picchi che oscillavano fra i 60° C e i 100° C».

I lavoratori a rischio

L’ondata di calore anomala che sta colpendo l’Italia mette a rischio la salute di di 1,5 milioni di lavoratori e lavoratrici in Italia.  Nelle giornate

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