di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Secondo il report di LinkedIn: l’Italia vede una fuga di specialisti Luca Maniscalco: «Il tasso di assunzioni in Italia è infatti sceso del 30%»
Milano compare sulla mappa europea dell’intelligenza artificiale accanto a Parigi, Berlino, Dublino e Madrid. L’Italia, però, resta quasi in fondo alla classifica continentale per disponibilità di talenti specializzati, registra un forte calo delle assunzioni e continua a perdere professionisti dell’AI verso l’estero.
È il paradosso che emerge dal nuovo rapporto LinkedIn «The EU Labour Market: Unlocking Competitiveness in the Age of AI», pubblicato a giugno, che fotografa un Paese capace di ritagliarsi uno spazio in uno dei settori più promettenti della rivoluzione tecnologica, ma ancora in difficoltà nel trasformare questa presenza in un ecosistema solido e competitivo.
Milano ai vertici per Data Annotators e Prompt Engineers
Nella mappa degli hub europei dell’intelligenza artificiale, infatti, Milano è indicata come uno dei poli specializzati dell’Unione. Non per il numero complessivo di posti di lavoro o per la crescita esplosiva delle assunzioni, come accade rispettivamente a Parigi o Madrid, ma per una competenza molto specifica: quella dei Data Annotators e dei Prompt Engineers.
«Si tratta di figure ancora poco conosciute




