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Italia 24esima su 27 per ingegneri dell’Ai: quali sono i nuovi profili richiesti (e Milano li ha)

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Secondo il report di LinkedIn: l’Italia vede una fuga di specialisti Luca Maniscalco: «Il tasso di assunzioni in Italia è infatti sceso del 30%»

Milano compare sulla mappa europea dell’intelligenza artificiale accanto a Parigi, Berlino, Dublino e Madrid. L’Italia, però, resta quasi in fondo alla classifica continentale per disponibilità di talenti specializzati, registra un forte calo delle assunzioni e continua a perdere professionisti dell’AI verso l’estero.

È il paradosso che emerge dal nuovo rapporto LinkedIn «The EU Labour Market: Unlocking Competitiveness in the Age of AI», pubblicato a giugno, che fotografa un Paese capace di ritagliarsi uno spazio in uno dei settori più promettenti della rivoluzione tecnologica, ma ancora in difficoltà nel trasformare questa presenza in un ecosistema solido e competitivo.

Milano ai vertici per Data Annotators e Prompt Engineers

Nella mappa degli hub europei dell’intelligenza artificiale, infatti, Milano è indicata come uno dei poli specializzati dell’Unione. Non per il numero complessivo di posti di lavoro o per la crescita esplosiva delle assunzioni, come accade rispettivamente a Parigi o Madrid, ma per una competenza molto specifica: quella dei Data Annotators e dei Prompt Engineers.

«Si tratta di figure ancora poco conosciute

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