di Silvia Nani
È l’architetto Luigi Fragola l’autore del riassetto completo di Villa San Michele, a Belmond Hotel, che ha appena riaperto dopo un anno e mezzo di lavori
Firenze dista solo pochi chilometri eppure sembra lontanissima, nel momento in cui la strada si inerpica sulla collina di Fiesole, le case si diradano e in fondo al viale, oltre il cancello, spicca la facciata a timpano di una villa elegante nella sua semplicità. «L’ispirazione è michelangiolesca», precisa l’architetto Luigi Fragola, autore del riassetto completo di Villa San Michele, a Belmond Hotel, di quella facciata, lo scenografico biglietto da visita di un edificio rinascimentale nato come convento francescano e diventato dopo varie vicissitudini uno tra gli hotel più prestigiosi dei dintorni fiorentini.
Rimasto chiuso un anno e mezzo e appena riaperto dopo un intervento a sua cura, che ha interessato l’intera struttura con lo scopo di renderla più fresca e attuale, ma salvaguardandone l’atmosfera storica e il suo legame stretto con l’artigianato fiorentino. E il dialogo con il paesaggio. «Questa zona collinare, con la bellezza della sua natura, ha sempre esercitato un’attrazione sugli artisti: Beato Angelico prese i voti qui vicino, Leonardo




