Ora che in molti hanno smesso di credere alla favola bella del Mezzogiorno d’Italia come Eldorado del Mediterraneo e anche Antonio D’Amato invita a non prendere più troppo sul serio la storia del cambio di paradigma, della svolta palingenetica e di tutte quelle formule autocelebrative che rischiano di rivelarsi «scorciatoie retoriche», si può forse ricominciare a discutere con la giusta misura di Sud e di superamento dei divari.
Senza enfasi, dunque, perché la realtà è ancora quella che è. Senza stucchevoli vittimismi, perché molte risorse sono intanto pervenute e molti dati positivi possono senza dubbio essere messi in bilancio, sia in termini materiali sia in termini di cultura di governo.
E senza inutili pregiudizi pro o contro l’attuale compagine ministeriale, perché, se l’Eldorado ancora non si vede, è anche vero che chi oggi si propone come alternativa per il futuro ha avuto, in passato, tutto il tempo per fare ciò che ora torna a promette. Fa ben sperare, allora, un’iniziativa, promossa dallo stesso D’Amato e dalla sua Fondazione, prevista per lunedì presso l’Unione Industriali di Napoli. A quanto si sa, si parlerà finalmente di Lep, dei livelli essenziali dei servizi pubblici, da garantire in tutte le regioni, e sarà anche presentata




