
di Ilaria Sacchettoni
L’avvocato che l’ha denunciata: «La tela era un compenso». Il valore dell’opera avrebbe superato i 14 milioni di dollari
La realtà è multiforme e un pò confusa. E non stupisca trattandosi di Basquiat. Wine of Babylon, vivacissima tela dipinta dall’ autore afroamericano morto nel 1988, è al centro, ora, di un’inchiesta penale. La produttrice Rita Rusic, già moglie di Vittorio Cecchi Gori, è indagata per i reati di tentata estorsione, autoriciclaggio e inosservanza ai provvedimenti di un giudice.
Il pm Stefano Opilio è certo che lei, Rusic, avrebbe sottratto il quadro al suo legittimo proprietario, l’avvocato Giovanni Nappi che la ebbe da Cecchi Gori a titolo di compensazione per le molte prestazioni professionali. Falsità, replica lei, assistita dall’avvocato Carlo Arnulfo: «L’avvocato Nappi non è affatto proprietario dell’opera» accusa, specificando poi il tutto in una memoria difensiva depositata ai pm che, probabilmente, le ha evitato l’arresto ai domiciliari sollecitato dalla Procura.
L’opera di cui si sono perse le tracce nel 2010 era stata, inizialmente, oggetto di un provvedimento da parte dei giudici del civile che in un primo momento avevano riconosciuto i titoli dell’avvocato di Cecchi Gori. Con il tempo (e i ricorsi)




