Estate 1980, Athens, Georgia. Quattro studenti universitari suonano per la prima volta alla festa di compleanno di un’amica. Sono Michael Stipe, voce, Peter Buck alla chitarra, Mike Mills al basso e Bill Berry alla batteria. Nascono i R.E.M., uno dei primi gruppi alternative rock della storia americana. Trent’anni di carriera, 15 album, 3 Grammy, milioni di fan. Poi, nel 2011, lo scioglimento. Pulito, senza liti. Oggi sono ancora amici e suonano, non insieme però.
Mike Mills ad esempio: 10 anni fa, con l’amico violinista Robert McDuffie, compose un «Concerto» per violino, rock band e orchestra. Il debutto, a Toronto, fu un successo, una contaminazione di classica e rock di grande effetto. Ora quel concerto arriva al Rome Chamber Music Festival (dal 18 al 21 giugno al Teatro Argentina). Ospiti d’onore saranno proprio Mills e Chuck Leavell, pianista degli Allman Brothers e dei Rolling Stones.
Mills: Vivaldi e i R.E.M. sotto lo stesso tetto.
«E questa volta sarà una produzione da camera, più intima: strumenti acustici, sezione d’archi ridotta».
Torna volentieri in Italia?
«Molto. Amo Roma, inesauribile e carica di storia».
A proposito di storia, i R.E.M. hanno fatto quella del rock. Nostalgia?
«Non troppa. Voltarsi indietro non serve, anche se un po’ di malinconia




