«Fossa comune per te e la tua famiglia; a casa zingara; t…; remigrati; la beduina ha parlato; topo di fogna, zingara, e chi te segue è peggio di te; una che riproduce maranza; disinfestazione; dimmi tu sta mao mao; scimmia remigra con loro, maledetta; gli piace proprio farsi struprare; farete una brutta fine; sparati; ti aprono come una mela; merda beduina sappiamo dove vivete». Questi solo alcuni dei 13.500 commenti ricevuti sui social dalla deputata democratica Ouidad Bakkali per aver postato la foto della sua partecipazione alla manifestazione antifascista di sabato a Roma contro la remigrazione.
«Le parole sono lame – commenta Bakkali – la violenza è reale e dagli schermi di un telefono è un attimo che divampi come un incendio estivo impossibile da spegnere. L’uso dello squadrismo organizzato sulle piattaforme, veicolato da algoritmi e chiare volontà politiche che li muovono deve iniziare a preoccupare seriamente le forze democratiche, tutte. Il veleno sociale iniettato da Vannacci e dai suoi soldatini di pezza sta attecchendo nella coscienza del Paese ed è irresponsabile che non vi si ponga un argine. Serve un patto Repubblicano che richiami ad abbassare i toni e stigmatizzi tutto ciò




