
di Filippo Di Biasi e Arianna Salvatori
Le tecniche di evoluzione assistita sono diverse dagli Ogm e fanno sviluppare le caratteristiche innate delle piante. A usarle in campi ancora sperimentali è la startup Ebi Plant Genetics per colture adatte a siccità ed eventi estremi
Ripensare l’agricoltura è necessario. Riuscire a farlo in fretta forse è impossibile, eppure qualcosa si sta muovendo. A testimoniarlo è quanto sta accadendo a Ebi Plant Genetics, startup milanese che sviluppa riso in grado di resistere agli infestanti e alla siccità utilizzando le Tea, ovvero le Tecniche di evoluzione assistita: «Abbiamo ottenuto l’autorizzazione dal Ministero dell’Ambiente per aumentare la superficie di uno dei nostri tre campi sperimentali, quello più interessante perché più suscettibile al fungo brusone. Non solo: quest’anno avremo anche più piante». La notizia arriva da Vittoria Brambilla, professoressa associata di Botanica Generale e co-fondatrice della startup e co-autrice de La speranza verde (appena uscito da Bompiani). «Arrivati al terzo anno di sperimentazione e grazie anche ai cambiamenti normativi, potremo finalmente raccogliere dati scientifici più solidi».
Non si tratta di Organismi geneticamente modificati (Ogm), ma di un sistema che sceglie caratteristiche innate delle piante e le fa sviluppare più velocemente. Una sorta di




