di Valentina Iorio
Nei giorni scorsi l’Ecofin ha approvato a sua posizione negoziale sul rafforzamento del Cbam, in vista dei negoziati con il Parlamento europeo
Il Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam), in vigore dal 1° gennaio 2026, è una tassa ambientale che colpisce le emissioni di CO2 incorporate nei prodotti che vengono importati da Paesi terzi. Attualmente si applica a una serie di materie prime tra cui alluminio, cemento, fertilizzanti, idrogeno nonché ferro e acciaio. Ora per ridurre il rischio di elusione di questa tassa, l’Ue vuole potenziare il Cbam estendendolo anche ai prodotti a valle.
Come funziona il Cbam
Per i materiali tassati è fissato un prezzo per le emissioni incorporate nei prodotti importati, versato mediante l’acquisto a partire dal 2027 di certificati. L’obiettivo del meccanismo, criticato da molte imprese, è garantire condizioni paritarie tra i materiali prodotti nell’Ue, i cui produttori sostengono i costi derivanti dall’Ets, il sistema di scambio di quote di emissione dell’Ue, e le importazioni.
L’estensione della tassa
Nei giorni scorsi l’Ecofin ha approvato a sua posizione negoziale sul rafforzamento del Cbam, in vista dei negoziati con il Parlamento europeo. La posizione del Consiglio prevede di estendere il meccanismo a una selezione di prodotti




