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Venezia, hub delle «terre rare» a Marghera: il dossier convince il commissario dell’Unione Europea

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di Paolo Guidone

Stephane Sejourné e il sopralluogo in Veneto: «Ci sono la volontà politica e molti punti di forza». Il ministro Urso: «Pronti per ottobre»

Il progetto avanza spedito. Ufficialmente non c’è ancora un via libera dall’Unione Europea ma la circostanza che venerdì a Porto Marghera insieme al ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, e al governatore Alberto Stefani ci fosse il vicepresidente esecutivo della «Commissione europea per la prosperità e la strategia industriale» Stephane Sejourné, arrivato al volo da Bruxelles, significa che Porto Marghera ha ottime possibilità di diventare realmente la sede del primo hub europeo di stoccaggio strategico delle materie prime critiche. Progetto che, se realizzato, sarebbe affiancato da un piano di sviluppo delle filiere industriali direttamente collegate.

Le strutture portuali

Il sopralluogo avrebbe dunque convinto l’alto rappresentante dell’Unione Europea della validità della scelta su Venezia. «L’Italia ha preso l’iniziativa, ha proposto soluzioni, ha mobilitato le proprie autorità, le infrastrutture e il tessuto industriale. È esattamente il tipo di leadership di cui l’Europa ha bisogno — ha dichiarato Sejourné —. Abbiamo visto infrastrutture portuali di primo livello, una piattaforma logistica collegata all’intero mercato europeo, imprese pronte a impegnarsi e una reale

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