
di Massimiliano Del Barba
A Brescia il ministro del Turismo Mazzi con l’assessore regionale Massari: l’esempio della Capitale della Cultura come strumento di «legacy»
Dopo la pubblicazione, lo scorso marzo, dello studio incentrato sulle ricadute economiche e culturali dei grandi eventi sui territori realizzata dal Consorzio Alster di Aldo Bonomi, il quale ha individuato Brescia, in particolare nella sua esperienza di capitale culturale 2023, come caso di specie meritevole di attenzione, la città torna sotto i riflettori, questa volta del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e dell’assessore regionale lombardo Debora Massari, i quali venerdì 11 giugno sono tornati sul tema della legacy, individuando gli eventi culturali come leva per massimizzare gli investimenti in un settore, quello turistico appunto, che anche in Lombardia si sta accreditando come complementare alla trainante manifattura industriale.
«Il valore di un grande evento non si misura nei giorni in cui si svolge — ha detto Massari —, ma nella capacità di generare attrattività, investimenti e reputazione negli anni successivi. Milano Cortina, la Mille Miglia e Floating Piers ci insegnano la stessa cosa: la vera legacy è quella che continua a generare valore quando i riflettori si spengono. Il nostro obiettivo con il Piano




