
Se nessuno accetta o reclama un’eredità, case, conti correnti e beni possono finire allo Stato. Ecco quando accade e cosa prevede la legge italiana
Case, terreni, conti correnti, investimenti e beni di ogni tipo che improvvisamente non appartengono più a nessuno. È uno scenario che sembra uscito da un romanzo, eppure accade più spesso di quanto si pensi. In Italia, infatti, esiste una precisa norma che stabilisce cosa succede quando una persona muore senza eredi oppure quando nessuno accetta l’eredità entro i termini previsti dalla legge.
La vicenda tornata alla ribalta in questi giorni riguarda un patrimonio rimasto senza proprietari per oltre quindici anni e infine assegnato allo Stato. Un caso che ha riacceso l’attenzione su un fenomeno destinato a crescere nei prossimi anni, complice l’invecchiamento della popolazione e il calo delle reti familiari.
Quando un’eredità diventa “vacante”
La legge italiana prevede che, alla morte di una persona, l’eredità possa essere accettata dagli aventi diritto. Tuttavia il diritto di accettare una successione non è illimitato nel tempo: il Codice Civile stabilisce infatti un termine di dieci anni dall’apertura della successione, che generalmente coincide con la data del decesso.
Se nessuno si presenta per accettare l’eredità entro questo




