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Sace, nuovo piano da 150 miliardi: la «spinta alla crescita» dal tessile all’high-tech

di Valentina Iorio

Il gruppo assicurativo-finanziario controllato dal ministero dell’Economia presenta gli obiettivi per il triennio 2026-2028

Sostegno all’export, puntando sulle filiere ad alto potenziale, e interventi mirati su infrastrutture e progetti strategici per la competitività del sistema nazionale. Sono queste le due direttrici su cui si articola Sace50, il nuovo piano per il triennio 2026-2028 del gruppo assicurativo-finanziario controllato dal ministero dell’Economia. I nuovi impegni ammontano a circa 150 miliardi di euro, articolati in 40 miliardi nel 2026, 51 miliardi nel 2027 e 58 miliardi nel 2028. «Il piano accompagnerà Sace verso il suo cinquantesimo anniversario, valorizzando la missione originaria della società a supporto dell’export e della proiezione internazionale delle imprese italiane», spiega il presidente Guglielmo Picchi

Sostegno all’export

Il sostegno all’export si concentrerà soprattutto sulle filiere con il più alto potenziale di internazionalizzazione, come automazione e meccanica strumentale, infrastrutture e costruzioni, cantieristica, difesa e aerospazio. E su settori strategici del Made in Italy come digitale e microelettronica, automotive, agroalimentare, chimica, energia, siderurgia e metallurgia, tessile.

Un nuovo approccio per le garanzie

«Sace evolve verso un approccio orientato ad addizionalità, selettività e impatto misurabile», spiega l’amministratore delegato Michele Pignotti. Il nuovo approccio, aggiunge, punta a

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