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Turismo, la burocrazia può costare fino a 14mila euro all’anno agli hotel più piccoli

La burocrazia continua a rappresentare una delle principali criticità per il sistema turistico italiano, soprattutto per quelle realtà di dimensioni ridotte che costituiscono la parte più ampia dell’offerta ricettiva nazionale. A quantificare l’impatto economico degli adempimenti amministrativi è una ricerca presentata dal Dipartimento della Funzione Pubblica durante il Forum PA 2026, che ha analizzato il carico burocratico gravante sulle imprese alberghiere ed extra-alberghiere con meno di 50 addetti. Secondo lo studio, il costo complessivo sostenuto annualmente dalle 228.552 micro e piccole imprese turistico-ricettive raggiunge gli 826 milioni di euro, una cifra che offre una misura concreta delle risorse economiche e organizzative impiegate per rispettare obblighi normativi e procedure amministrative e che può arrivare, per singola azienda, ad un massimo teorico di oltre 14mila euro. A commentare i risultati è stato il presidente di Assohotel Confesercenti, Nicola Scolamacchia, che ha evidenziato come gli oneri amministrativi rappresentino una limitazione alla crescita e alla competitività delle imprese, soprattutto in un contesto caratterizzato da margini spesso contenuti e da una forte pressione competitiva.

Consulenze esterne e personale interno: dove si concentrano i costi

L’analisi evidenzia come la quota più rilevante della spesa sia legata

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