L’ex campione: “Quest’Italia mi ricorda la mia Svezia all’inizio degli anni 80, trainata da Borg. Cobolli mi ha sorpreso, sono dispiaciuto per Berrettini”
Giornalista
11 giugno – 14:11 – MILANO
È il 1982 e un ragazzino non ancora diciottenne conquista Parigi cavalcando l’onda lunga della rivoluzione svedese iniziata otto anni prima con Bjorn Borg. Si chiama Mats Wilander e in quel momento è il più giovane vincitore Slam della storia, un record che gli sarà sottratto solo da Michael Chang nel 1989 e sempre al Roland Garros. A quel successo ne seguiranno altri sei nei Major, accompagnati dal numero uno per 20 settimane tra la fine del 1988 e l’inizio del 1989. Insomma, Wilander è stato uno dei campioni più grandi in un’epoca di leggende e anche oggi, da acuto talent televisivo con Discovery, resta un osservatore privilegiato del suo mondo.
Mats, finalmente Zverev ha sfatato la maledizione degli Slam.
“In tanti pensavano che ancora una volta non avrebbe retto la pressione, soprattutto quando è diventato il favorito con le eliminazioni di Sinner e Djokovic. Invece stavolta è riuscito a trasformare la tensione




