
di Viviana Mazza
Sul tavolo c’è un accordo in quattro punti sul nucleare. La Casa Bianca ha sminuito ancora una volta l’impatto del conflitto sui mercati globali
DALLA NOSTRA INVIATA
WASHINGTON Il presidente Trump alternava ieri minacce di guerra a promesse di pace: nessuna delle due cose si è finora realizzata, lasciando grande incertezza su come o quando il conflitto con l’Iran avrà fine. Gli ultimi attacchi sono stati definiti dal Comando centrale Usa «difensivi» e «proporzionati» in risposta all’abbattimento di un elicottero Apache americano da parte di un drone iraniano. Trump nello Studio Ovale ieri ha preannunciato ai giornalisti che gli Stati Uniti avrebbero colpito nuovamente l’Iran in giornata suggerendo che non si tratti solo di una risposta per l’Apache ma anche di un «incentivo» per spingere l’Iran all’accordo, in questi negoziati che il presidente non fa mistero di voler vedere conclusi una volta per tutte. I negoziati
«Li abbiamo colpiti duramente ieri, li colpiremo di nuovo oggi, nel caso non siate di fronte alla tv, e vedremo che cosa succede con l’accordo: eravamo vicini ma continuano a prendere tempo e a prenderci in giro». Trump ha aggiunto che l’accordo è




