Esiste un pianeta massiccio e ancora sconosciuto in agguato nelle profondità del Sistema Solare? La domanda affascina gli astronomi da quasi un secolo, da ancor prima che Plutone venisse scoperto negli anni Trenta. La risposta fino a pochi mesi or sono sembrava essere positiva, ma recenti ricerche sono propense per una risposta del tutto negativa. Ma andiamo con ordine.
Quella che all’epoca si chiamava “Pianeta X” era stato proposto da astronomi di spicco per spiegare una curiosa anomalia nell’orbita di Urano, che si discostava dalla traiettoria prevista dalle leggi della fisica. L’ipotesi più accreditata era che l’attrazione gravitazionale di un corpo celeste sconosciuto — forse diverse volte più grande della Terra — stesse perturbando il moto del settimo pianeta. Quel mistero fu infine risolto negli anni Novanta, quando un ricalcolo più preciso della massa di Nettuno tornò a quadrare i conti. Ma la storia non finì lì.
Il ritorno del Pianeta X
Nel 2016, gli astronomi Konstantin Batygin e Mike Brown del Caltech (California Institute of Technology) avevano avanzato una nuova ipotesi dell’esistenza di un pianeta ancora da scoprire: questa volta puntando i riflettori sulla Fascia di Kuiper (la gigantesca regione di pianeti nani, asteroidi e ghiaccio che




