di Federico De Rosa
I due gruppi, oggi azionisti di Siena, saranno in seconda e terza posizione nell’azionariato del nuovo gruppo. Le valutazioni industriali
Per ragioni diverse, la mossa di Intesa Sanpaolo e Unipol su Mps mette di nuovo sullo stesso piano Francesco Gaetano Caltagirone e Francesco Milleri, che all’ultima assemblea di Siena erano andati in direzioni opposte, il primo votando per la lista del cda che aveva escluso il ceo Luigi Lovaglio, il secondo contribuendo invece con Banco Bpm al ritorno del banchiere al comando di Mps.
L’incasso potenziale
L’offerta lanciata da Intesa rappresenta per entrambi un’opportunità: intanto rende liquida una quota che nei fatti non lo era, né il 17,5% in mano a Delfin né il 10,2% che fa capo a Caltagirone, il cui valore di Borsa ai prezzi di ieri è rispettivamente di 5,25 miliardi e oltre 3 miliardi. L’offerta su Mps gli consente di incassare subito qualcosa e di posizionare Delfin e Caltagirone con il 6/7% del capitale come secondo e terzo azionista di Intesa Sanpaolo in caso di adesione all’offerta, o di uscire dalla partita con plusvalenze miliardarie.
Le valutazioni su Bpm
È prematuro ragionare attorno alle scelte che faranno. Qui




