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Strage di Crans-Montana, in aula i Moretti fanno le vittime. Ma le chat WhatsApp li smentiscono

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Processo per il rogo del Constellation: Jessica Moretti piange in aula a Sion: «Ci hanno distrutti. Ma i messaggi audio svelano le istruzioni ai camerieri.

«Contro di noi sono state dette solo tante falsità, siamo stati distrutti. Vogliamo collaborare con la giustizia». Dopo le lacrime è passata all’attacco Jessica Moretti, rendendo una dichiarazione spontanea in apertura di udienza ieri nell’aula del politecnico di Sion, udienza che la vedeva a confronto con il marito Jacques Moretti.

I due, in quanto proprietari, devono rispondere dei reati di omicidio colposo, lesioni personali gravissime colpose e incendio colposo nell’inchiesta per la strage nel locale Constellation, andato a fuoco la notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, dove morirono 41 giovani, tra cui 6 italiani, e 115 rimasero feriti. Per la prima volta la coppia è stata sentita insieme con la formula della procedura del confronto, cioè rispondendo nella stessa stanza alle domande che venivano poste. Anche Jacques ha affermato che «è stato molto male, tanto da non riuscire nemmeno a parlare» dopo la tragedia.

Il dolore delle famiglie e la protesta delle parti civili

Presenti in aula la procuratrice generale aggiunta del cantone vallese Catherine Seppey e una settantina di legali delle parti

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