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Con i primi caldi cresce il rischio di disidratazione: i campanelli d’allarme

Le giornate si allungano, le temperature iniziano a salire e cresce la voglia di trascorrere più tempo all’aria aperta. Con l’avvicinarsi dell’estate, però, aumenta anche il rischio di disidratazione, una condizione spesso sottovalutata ma che può avere conseguenze importanti sulla salute. Quando fa caldo il nostro organismo deve lavorare di più per mantenere stabile la temperatura corporea. Lo fa soprattutto attraverso la sudorazione, un meccanismo fondamentale per disperdere il calore in eccesso. In questo modo, però, perdiamo acqua e sali minerali che devono essere reintegrati adeguatamente. Se ciò non avviene, il corpo può andare incontro a uno stato di disidratazione. Si tratta di una condizione caratterizzata da un’eccessiva perdita di liquidi e da un’alterazione dell’equilibrio degli elettroliti, come sodio, potassio e cloro. Elementi indispensabili per il corretto funzionamento dell’organismo e per numerose funzioni vitali.

Con i primi caldi cresce il rischio di disidratazione: i campanelli d’allarme

Sete, stanchezza e capogiri: come riconoscere la disidratazione Perché l’acqua è così importante per il nostro organismo

Il corpo umano, ricordiamo, è composto in gran parte da acqua. In un adulto rappresenta mediamente tra il 50 e il 60% del peso corporeo, anche se la percentuale può variare in base all’età, al sesso e alla composizione corporea. L’acqua svolge un ruolo fondamentale: trasporta nutrienti e ossigeno alle

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