
di Giulia Taviani
La serie «The Witness» e il documentario «L’omicidio di Rachel Nickell» raccontano il brutale assassino di una giovane madre davanti a un unico testimone, il figlio di appena due anni
«Ricordo che subito dopo l’attacco ho allungato la mano verso mia madre e le ho chiesto di alzarsi. In una frazione di secondo ho capito che se n’era andata e che non sarebbe più tornata». Nel luglio del 1992 Alex Hanscombe ha due anni. È al parco con il cane e la madre Rachel Nickell quando un uomo compare dal nulla, la accoltella 49 volte e poi abusa di lei. Alex è l’unico testimone dell’omicidio di sua madre.
Gli ci vorranno sedici anni prima di vedere qualcuno condannato per la morte di sua madre. A dichiararsi colpevole nel 2008 di omicidio colposo sarà Robert Napper, sospettato per una serie di stupri avvenuti anni prima dell’omicidio Nickell, ma mai perseguito.
I ricordi di Hanscombe, l’accoltellamento di Nickell e le confessioni di Napper sono adesso al centro della serie The Witness e del documentario L’omicidio di Rachel Nickell, entrambi su Netflix.
Lo stupratore seriale mai condannato
Nell’estate del 1989, tre anni prima dell’omicidio Nickell, uno




