
Guidare oggi quest’auto suscita inevitabilmente un susseguirsi di riflessioni. È impossibile non provare una certa nostalgia per un tempo tutto sommato recente, ma che sembra lontanissimo, in cui osare con progetti così estremi era possibile per le case automobilistiche europee. Le quali potevano concedersi esercizi ingegneristici che, per quanto apparentemente fini a sé stessi, aprivano nuove strade tecnologiche.
In questo caso, dal punto di vista dell’efficienza, viene da chiedersi cosa sia stato trasferito, e cosa invece sia andato perso, nel decennio successivo. A ben pensarci, il consumo omologato di 0,9 l/100 km non è poi così utopistico: a livello di puri numeri, è oggi raggiungibile persino da una ben più grande Suv, se ci si basa sul (tanto criticato) metodo di misurazione usato per le plug-in hybrid.
A batteria scarica, la XL1 era in grado di muoversi con circa 2 litri di gasolio ogni 100 km. Questo valore risulta proporzionato ai consumi da 4-5 l/100 km di un buon full hybrid o di un diesel moderno: motori che con il doppio della potenza spostano auto con il doppio del peso, offrendo più del doppio dello spazio, senza necessità di ricorrere a materiali esotici, dal costo proibitivo.
Ma forse è proprio




