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Lega, il politologo Diamanti: «In Veneto il Carroccio resta una realtà molto radicata. I problemi sono altrove»

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di Gloria Bertasi

Giovanni Diamanti è analista politico e socio fondatore di Quorum e YouTrend: «Zaia? Si cambiano i leader, non i vice»

Militanti della prima ora che stracciano la tessera, amministratori locali e parlamentari storici che migrano a destra verso Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. E, anche, risultati alle urne deludenti. Le Lega di Matteo Salvini è sulle montagne russe. «Non in Veneto, però. Qui il Carroccio resta un partito forte e radicato», premette Giovanni Diamanti, analista politico, socio fondatore e amministratore di Quorum e YouTrend.

Diamanti, anche in Veneto volano stracci, però. Tre giorni fa, un’altra defezione, l’onorevole vicentino Erik Pretto, che nella Lega era entrato da adolescente.
«Il problema della Lega non è il “qui”, è il “là”. Con qualche ripercussione nel “qui”. Ma in Veneto, lo si è visto alle elezioni regionali, il partito gode di una discreta tonicità. Grazie ad Alberto Stefani e Luca Zaia, e grazie al fatto che esiste una classe dirigente radicata nel territorio e un forte consenso. Fuori, extra Veneto, la situazione è differente: non è più così».

La Lega cioè è più radicata e riconosciuta come forza politica?
«Fuori regione, la Lega ha un problema di

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