
di Monica Guerzoni
La precisazione del Quirinale: «Il Presidente della Repubblica concede abitualmente la grazia, senza farsi influenzare da considerazioni estranee alle finalità umanitarie della grazia»
Dopo il ministero della Giustizia, anche il Quirinale prova a scrivere la parola fine sulla vicenda della grazia a Nicole Minetti, che tante polemiche e tensioni ha provocato. Sergio Mattarella, che per ventiquattr’ore ha tenuto sul tavolo le carte della Procura generale presso la Corte d’Appello di Milano, leggendole e riflettendoci su con attenzione e scrupolo, ha preso atto «con rispetto» delle conclusioni dei giudici.
Il capo dello Stato rinnova la fiducia nella magistratura e ringrazia il ministro Carlo Nordio per aver «sollecitamente provveduto» a chiedere quelle indagini supplementari che lui stesso aveva richiesto, in seguito alle prime puntate dell’inchiesta giornalistica del Fatto Quotidiano. E, senza esternare ufficialmente alcun sollievo o soddisfazione, mette nero su bianco alcuni chiarimenti che ritiene necessari per chiudere la bufera mediatica sulla concessione della grazia.
Il primo punto che a Mattarella sta a cuore è sottolineare che la Procura Generale ha smentito i «presunti fatti raffigurati in notizie di stampa», secondo le quali la ex igienista dentale di Silvio Berlusconi non avrebbe affatto cambiato




